Tra le braccia dell’anima

“Il linguaggio dell’amore

è un linguaggio segreto

e la sua espressione più alta

è un abbraccio silenzioso”

Roberto Musil

L’abbraccio è il gesto primordiale, il primissimo contatto di affetto e corpo caldo tra la madre e il bambino, pochi minuti dopo la nascita, che trasmette al figlio calore e protezione.

L’abbraccio si da e si riceve. E’ un gesto necessariamente reciproco, di tattilità emotiva che muove emozioni profonde e coinvolgenti. Il suo valore risiede infatti proprio nelle emozioni e negli affetti che trasmette. Il nostro corpo stretto ad un altro riesce a sprigionare un’energia positiva unica e straordinaria quando gli affetti che veicola sono sinceri.

Con la società in continuo cambiamento e le ultime vicissitudini sanitarie (Covid-19), la socializzazione virtuale ha sostituito quella fisica; abbracciarsi è sempre più raro, e sempre più difficile ogni contatto fisico che possa ritenersi emotivamente significativo e soddisfacente.

“Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute. Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere.”

Virginia Satir

L’abbraccio può liberare endorfine nel sangue, come l’ossitocina, l’ormone del piacere, e questo effetto si traduce in numerosi benefici. Gli abbracci infatti generano benessere, possono ridurre la pressione arteriosa, aiutano ad alleviare il mal di testa, a migliorare l’insonnia, diminuire il dolore mestruale nelle donne, ridurre lo stress e l’ansia, diminuire i sentimenti di solitudine, rafforzare l’autostima e a vincere le paure. Alcuni studiosi ritengono addirittura che gli abbracci possano ritardare l’invecchiamento ed aiutare a controllare l’appetito.

“Un abbraccio vuol dire “Tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino. Posso rilassarmi, sentirmi a casa. Sono protetto, e qualcuno mi comprende”. La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.”

Paulo Coelho

“Tu non sei una minaccia”. Ma è proprio così? Esistono anche i malabbracci, abbracci che veicolano un’emotività invasiva e disturbante, intenta più al controllo e al possesso, al soddisfacimento egoico dei propri bisogni piuttosto che al contatto con l’atro, all’esplorazione e alla costruzione di reciproca intimità.

D’altro canto la nostra affettività può essere tale da non accogliere con serenità un abbraccio, per mille motivi.

Per fare dell’abbraccio un’esperienza nutriente e in grado di sprigionare tutte le sue potenzialità benefiche, sono necessari empatia, fiducia, comprensione e flessibilità.

L’abbraccio coinvolge la sfera dello spazio intimo di una persona: una sfera estremamente sensibile e delicata.

“Donami un abbraccio

sincero, luminoso

come un giorno d’estate,

ma che sia lungo,

lungo una vita.”

Carlo Bramanti

Gli abbracci, dunque, non sono tutti uguali. Come un’onda si muovono e muovono i corpi al ritmo delle emozioni di chi li vive.

Sempre più digitalizzati e meno corporei, stiamo perdendo le capacità di fruire della nostra tattilità emotiva. Rischiamo di perdere, cioè, un linguaggio originario essenziale al nostro benessere, al nostro equilibrio e alla costruzione di relazioni profonde e soddisfacenti.

Oggi, esprimete il vostro affetto a qualcuno a cui volete bene con un abbraccio. Non dite niente, permettete al vostro corpo di parlare e ascoltare. Permettete alla vostra pelle di irradiare l’affetto che provate per quella persona, senza richiesta alcuna, in ascolto.

Vi renderete meglio conto di quanta intensità può sprigionare un gesto compiuto con autentico e sincero affetto, qualsiasi sia il tipo di relazione con l’altro.

“Amore,

vola da me

con l’aeroplano di carta

della mia fantasia,

con l’ingegno del tuo sentimento.

Vedrai fiorire terre piene di magia

e io sarò la chioma d’albero più alta

per darti frescura e riparo.

Fà delle due braccia

due ali d’angelo

e porta anche a me un pò di pace

e il giocattolo del sogno.

Ma prima di dirmi qualcosa

guarda il genio in fiore

del mio cuore.”

Alda Merini

Buoni abbracci, dunque.

Primiana Leonardini Pieri

Per Approfondire:

  • Keating K (2002) “La terapia dell’abbraccio”. Gribaudi Edizioni
  • Persico G (2002). “La ninna nanna. Dall’abbraccio materno alla psicofisiologia della relazione umana”. Edizioni Universitarie Romane
  • Prekop J (2011) “Stringimi forte. La terapia dell’abbraccio stretto per liberare dai conflitti interiori e dai legami problematici”. Apogeo Editore.

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