Psicologia Psicologia dell'Anima

Primo principio dell’anima: biodiversità

La Vita psichica è ricca e poliedrica; in essa e da essa sorge ciò che chiamiamo “reale”; e lo chiamiamo tale in virtù proprio della risonanza interiore che ne avvertiamo.

Una risonanza vibrata da uno dei tanti personaggi che ci abitano, da uno dei nostri daimon, da uno dei nostri folletti. Questa forma di realtà, è creatura cangiante, chimera, esercizio di riflessi, avente l’unico scopo di svelare e scoprire il tragitto della risonanza, il percorso dell’arcobaleno, l’intensità e specificità dell’esperienza col “mondo”.

La relazione che emerge è tutto ciò che esiste.

Non la pioggia, ma il modo con cui la vivo. Non il sole, ma il modo con cui lo vivo.

E la relazione col mondo, è il frutto della relazione con la nostra Anima, che è anima nostra e Anima Mundi. Così, i fantasmi dei nostri ricordi infantili, sono solo a tratti episodi storici, e più propriamente “complessi, desideri e timori personizzati che noi situiamo in quell’epoca lontana e chiamiamo Madre e Sorella, Padre e Fratello” (Hillman, 1983).Così risorge il senso dell’affermazione “c’è stato un tempo in cui hai scelto i tuoi genitori”: si, c’è stato. E allo stesso tempo non c’è stato. Perché i fantasmi dei nostri ricordi infantili sono una delle voci con cui la nostra anima ha tentato di parlarci, usando i fatti come lettere, ma costruendo essa le frasi, le scene e i personaggi.

L’Anima è ciò che orchestra la tessitura. La stesura della narrazione. Ed ha al suo servizio decine di tessitori che filano per noi il riverbero degli eventi, ne tagliano via alcuni, ne ricamano altri, connettono significati, serrando e sciogliendo ora una storia, ora un’altra.

Rinnegare tale moltitudine, significa relegare la propria esperienza di Sé in uno solo dei personaggi, di solito quello che chiamiamo “Io”, il più condizionato, il più fragile. Significa limitarsi, e produrre tensioni, conflitti, scontento. Aprirsi alla moltitudine, non nella pretesa del controllo (è incontrollabile), ma della relazione conoscitiva che riconosce pienamente l’alterità, significa inchinarsi al nostro al di là, all’alterità che abitiamo e che incarna la nostra saggezza ancestrale e la nostra sorgente di possibilità. E al contempo, inchinarsi all’al di là dell’altro, e in esso potersi riconoscere. La biodiversità è un principio dell’Anima.

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